JAZZ E CALVINO IL 1 APRILE A TREVIGLIO

Sabato 1 aprile ore 21

Teatro Filodrammatici di Treviglio

Unica replica in esclusiva nazionale

 

MUSICHE DALLE

CITTA’ INVISIBILI

dal romanzo di Italo Calvino “Le città Invisibili”

 

Sabato 1 aprile alle ore 21 al teatro Filodrammatici di Treviglio, in esclusiva nazionale dopo la presentazione a Notti di Luce 2004, torna in scena Musiche dalle Città Invisibili, spettacolo musicale liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Italo Calvino.

Improvvisazioni jazz, composizioni di musica etnica e contemporanea si fondono con la parola grazie al felice progetto musicale di Claudio Angeleri, che trova ispirazione da undici delle città descritte nel romanzo, e all’adattamento testuale e musicale di Mario Bertasa. L’originalità del progetto, che ha già visto la luce su CD, sta nell’uso “sonoro” della parola inserita all’interno della partitura e nella funzione fortemente descrittiva della musica che racconta, alla pari di un testo letterario, il mondo fantastico del maestro del fantastico: Italo Calvino.   Lo spettacolo porta in scena gli attori Silli Togni e Oreste Castagna, Claudio Angeleri al pianoforte, il trombettista svizzero Franco Ambrosetti, la cantante Paola Milzani, Gabriele Comeglio ai sassofoni, Marco Esposito al basso e Tony Arco alla batteria. Musiche dalle città invisibili è stato presentato, con ottimo riscontro di critica e di pubblico, in diversi festival e rassegne: Milano,Vicenza, Sondrio, Lugano, Bergamo (Notti di Luce) e ritorna sulle scene al teatro Filodrammatici di Treviglio per una replica in esclusiva nazionale.

Il libro:

Le Città Invisibili è un’opera complessa, lontana dalla narrativa tradizionale, che oscilla tra il racconto filosofico e il genere fantastico-allegorico e che si dispiega attraverso ricordi di viaggi in città che non trovano posto in nessun atlante, annotazioni spesso poetiche di impressioni ricevute in momenti, luoghi e stati d’animo diversi. Nel romanzo non c’è traccia di realtà, tutto è mentale, anche lo spazio e il tempo sono rarefatti ed impalpabili, ma il lettore non è mai lasciato solo; è costantemente guidato per mano lungo il cammino di lettura e attraverso le riflessioni e le interpretazioni delle valenze simboliche di ogni singolo scritto. Spetta a Marco Polo, il più grande viaggiatore della storia, il compito di imbastire le relazioni di questi viaggi davanti al Kublai Khan, strutturando così l’intera opera, costituita da cinquantacinque descrizioni di città, tutte con un nome di donna, suddivise in undici percorsi tematici ognuno dei quali contiene cinque descrizioni di città.

 

Per informazioni e prenotazioni: teatro Filodrammatici di Treviglio (Piazza Santuario 3, tel. 0363.302748 – 46756).

 

 Hanno detto di Musiche dalle Città Invisibili:

 

International Jazz Journal, Londra, ottobre 2005

Fa sempre piacere imbattersi sulla stampa estera nel lavoro che stanno lodevolmente compiendo i jazzisti italiani, ed è interessante rendersi conto di come questi vengano giudicati oltre frontiera. Di solito si ha prova della stima di cui i nostri talenti godono in Francia, ma ecco che sull'inglese Jazz Journal International di aprile sono recensiti due dischi di Claudio Angeleri.
Oltre ai solisti, ha elogiato "gli arrangiamenti molto originali, accattivanti e spesso estesi sopra lo spirito (e la stravaganza) dei temi".

 

 

Musica Jazz ottobre 2004
Sondrio 9 Luglio, Giardini Sassi Orchestra Tascabile di Claudio Angeleri

Angeleri ha presentato in prima esecuzione una serie di composizioni ispirate alle Città Invisibili descritte da Italo Calvino in un libro fra i più espressivi della sua poetica. Il compositore, dimettendo preoccupazioni drammaturgiche o mimetiche, ha saputo cogliere con un gesto musicale semplice e apparentemente spontaneo le qualità di scrittura di quel libro e in particolare quella, calviniana per eccellenza, della leggerezza, restituendo la geografia immaginaria com'è nell'originale: a un tempo precisa e svagata, secondo uno speciale «postmoderno» che di quella corrente esclude però l'ironia e il cinismo.
La rodata Orchestra Tascabile comprendeva, oltre al direttore al pianoforte, la cantante Paola Milzani, i sassofonisti-flautisti Gabriele Comeglio e Giulio Visibelli, il bassista elettrico Marco Esposito e Stefano Bagnoli alla batteria; solista ospite, ma strutturalmente bene integrato nel progetto, Franco Ambrosetti alla tromba (il disco, appena registrato, presenta anche Bob Mintzer al sax tenore). Gli attori Oreste Castagna e Silli Togni hanno letto brani brevi e sagacemente selezionati con una recitazione intonata sorprendentemente buona, che Castagna ha modificato anche con l'elettronica: l'integrazione di parola e musica, di norma problematica, è stato qui punto forte dell'esibizione. Integrazione favorita dalla natura delle composizioni di Angeleri, trasparenti nelle trame e armonicamente semplici ma ingegnose nella varietà dei procedimenti, dal tre quarti cullante di Bauciaì nove quarti sottilmente allarmato del misolidio La città continua al blues di Eutropia. Eccellenti tutti i solisti, con Ambrosetti in luce particolare, e una lode speciale a Paola Milzani, esecutrice impeccabile di parti non facili e poco appariscenti.

L’Eco di Bergamo 5 settembre 2004
La notte magica di piazza Dante
5 settembre 2004

Giochi di luci, immagini fantastiche dì soli e di lune, di acrobati sospesi nell'aria, la musica, le parole e i gesti: la magia di uno spettacolo nel buio e nel silenzio della sera. «Musiche dalle città invisibili», il progetto originale del pianista e compositore Claudio Angeleri, ha saputo catturare il cuore e la mente del numeroso pubblico che, nella splendida cornice di piazza Dante, ha seguito la seconda serata della manifestazione «Notti di luce».
Più che a tutti gli effetti scenici il pregio della serata è comunque da attribuire alla musica di Claudio Angeleri. Un progetto, quello del pianista bergamasco, coraggioso e innovativo. Angeleri, da sempre impegnato nella ricerca del dialogo tra le diverse forme espressive, si è confrontato con i testi di Italo Calvino, testi molto lontani anche dalla possibilità di essere interpretati teatralmente. Le sue pagine non scorrono veloci ma richiedono riflessione e tempo: ecco quindi la scommessa di uno spettacolo che ha voluto leggere a più livelli tra loro complementari quello che è un testo unico nella storia della letteratura contemporanea: «Le città invisibili».

La Regione Ticino  18 settembre 2004
La musica nella voce
Uno spettacolo ispirato a Italo Calvino apre la stagione allo StudioFoce
di Sabrina Failer

Si chiama "Musiche dalle città invisibili" lo spettacolo che inaugura la stagione al Nuovostudiofoce di Lugano, ispirato al libro di Italo Calvino Le città invisibili, un viaggio da Venezia fino all'Estremo Oriente attraversando 55 città immaginarie, a metà strada fra realtà e fantasia. Un viaggio fatto anche di parole - le parole di Calvino rielaborate da Mario Bertasa - ma soprattutto di musica originale di Claudio Angeleri, compositore bergamasco, che è l'ideatore del progetto.
Quasi un ribaltamento delle normali funzioni della parola e della musica. “E’vero. Del resto come musicisti ci dobbiamo mettere in discussione e per quanto riguarda gli attori, debbono fare lo stesso e lo hanno fatto. Antonio e Silli sono stati straordinari perché hanno accettato di lasciarsi usare come musicisti, come strumenti all'interno di un'orchestra».
Per Silli Togni si tratta di uno “spettacolo di grande atmosfera. C'è una bellissima voce femminile di cantante, quella di Paola Milzani, poi noi voci recitanti e tutti ci amalgamiamo bene con la musica. No, non si tratta di lettura e musica. il testo è scritto sulla partitura. Un concerto, insomma. Una cosa diversa, originale. E con un bell’equilibrio”.
Torno a Claudio Angeleri. il testo è scritto sulla partitura. Un recitar cantando? «Insieme con il drammaturgo e musicista Mario Bertasa abbiamo visto il suono delle parole, la lunghezza e il modo, abbiamo trovato una linea musicale vera e proprio. Un lavoro complesso che ha richiesto un anno e mezzo». Angeleri ha una gran voglia di parlare del suo rapporto con il libro di Italo Calvino. «Ho scelto 11 fra 55 città, legate da un rapporto numerico, dunque anche musicale. Ho scelto quelle che mi stimolavano maggiormente. Il ge­nere musicale? Diciamo jazz contemporaneo con qualche escursione nel classico o neo­lassico».
In scena, quanti strumenti? «Due attori, dunque due strumenti, poi la voce della cantante. La voce che canta è una sorta di ombra a queste due voci ma leggermente diversa. Io sto al piano con un'orchestra complessa, Giulio Visibelli al sax soprano e flauti, Gabriele Comeglio al sax alto, Marco Esposito al basso elettrico e Stefano Bagnoli alla batteria. E poi c'e l'ospite, Franco Ambrosetti. Lasciami dire che Ambrosetti è sempre disponibile a sperimentazioni e ha aderito con entusiasmo a questo progetto».
Spettacolo per chi? «Per tutti. Non occorre una particolare competenza, solo disponibilità a lasciarsi andare e lasciar andare la fantasia. Ascoltare».
Sto per congedarmi, ma Angeleri vuole aggiungere qualcosa sull'autore che ha scelto. «C'è una riscoperta di Calvino e questo è un libro cult, che non ha una trama, scritto un pezzo per volta, e le città che lui descrive sono senza tempo, antichissime e modernissime. Rileggendo alcune pagine, riscopriamo sempre cose nuove».
Racconta di essere stato a Mantova per il festival, che ha fatto il pienone di pubblico. E ci troviamo a parlare di lettura, di libri. Si continua a dire che gli italiani non leggono, ma noi siamo convinti che qualcosa sia cambiato e che le cifre dei vari sondaggi non rispecchino la realtà. Chi legge va anche a teatro, si interessa di musica. E’ un circolo virtuoso. Il pubblico dello spettacolo di Angeleri è questo: pubblico curioso di ogni età.

 

data di pubblicazione: lunedì 27 marzo 2006

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